L’autore di questo articolo è il Capitano Matthew Klobucher, un marine americano. Ci sono certamente alcuni aspetti strettamente inerenti la vita militare americana, certamente non ancora applicabili nel nostro Paese, purtroppo. Ma vi chiediamo di andare oltre questo e di badare alla sostanza, alle emozioni ed ai sentimenti, ma soprattutto alla gratitudine di questo soldato, di questo marito, verso sua moglie. Le parole del Capitano Klobucher sottolineano ancora di più ciò che noi ogni giorno attraverso la nostra associazione promuoviamo: l’importanza del benessere della famiglia di ciascun militare, che sia essa la famiglia d’origine o la famiglia che con sua moglie o la sua compagna e i suoi figli ha creato. Condizione fondamentale affinché ogni uomo e donna che veste l’Uniforme, possa svolgere il proprio lavoro con la giusta dose di serenità, concentrazione e tranquillità. Fornire maggiori servizi alle nostre famiglie militari, garantendo loro il giusto e costante supporto non può che essere un vantaggio per la Forza Armata e per il Paese, per i quali i nostri cari sacrificano così tanto.

‘’Spesso tra mogli e compagne di militari discutiamo di quanto siamo cresciute, di quanto ci siamo adattate e di quanto ci hanno temprato tutte le situazioni difficili che abbiamo attraversato, sostenendo nostro marito o il nostro compagno nel suo lavoro. Ci scambiamo consigli, ci tiriamo su a vicenda e a volte sorridiamo insieme di alcuni degli aspetti meno accattivanti della nostra vita militare, cercando di sdrammatizzare un po’.  Non capita spesso di raccogliere il parere di chi ‘ci guarda da fuori’, dalle metà in Divisa, dalle persone che ci sono più vicine e che ci conoscono nel profondo: i militari, i nostri mariti e compagni di vita.

Il pezzo che segue è stato scritto da un militare, un marito che parla delle lezioni che ha imparato da sua moglie e di alcune esperienze e consigli che desidera condividere con le mogli più giovani, nuove a questa vita.’’

 

“Esistono parecchi preconcetti ed opinioni riguardo il matrimonio con un militare. Se vi siete appena sposate con un uomo in Divisa, o se siete in procinto di farlo, è molto facile a) farsi prendere completamente dal romanticismo e credere di poter arrivare a raggiungere qualunque traguardo, b) essere terrorizzati da tutti i sacrifici che comporta la vita militare, o c) entrambe le cose. Per questo desidero condividere con voi alcune riflessioni riguardanti il matrimonio con un militare, acquisite dalle esperienze dei miei colleghi, ma soprattutto dalla mia straordinaria moglie.

1- Il Matrimonio: siete voi a gestire il vostro matrimonio e a far sì che possa essere esattamente come lo volete, indipendentemente dal fatto che vostro marito sia o meno un militare.

Chiunque si sposi ha le proprie aspettative sul matrimonio. I conflitti insorgono inevitabilmente e gli sposi crescono insieme, imparando a comprendersi e ad amarsi l’un l’altro nel modo migliore, facendo spazio ai bisogni e ai desideri del partner. Il matrimonio con un militare comporta sfide uniche nel proprio genere perché chi indossa una Divisa deve per forza di cose investire molto del suo tempo e di sé stesso nel proprio lavoro. Mia moglie, lo so, inizialmente si sentiva come se nel nostro matrimonio dovesse includere anche tutta la mia unità, il mio plotone.

Sono partito in missione poco dopo il nostro matrimonio, e lei si è sentita sola, messa da parte, e frustrata perché la mia mente era esclusivamente focalizzata sulla preparazione alla partenza e sui miei doveri di soldato. Si è chiesta chi era questo nuovo uomo divenuto apparentemente disinteressato a lei, rispetto al periodo in cui la corteggiavo, durante il fidanzamento. Successivamente, al mio rientro, ci siamo trasferiti in una nuova base e in lei continuavano a rivivere le stesse sensazioni, visto che dedicavo tutto me stesso alla nuova destinazione, al mio nuovo compito. Discutevamo spesso e passavamo molto del tempo che avevamo a disposizione per stare insieme, in collera l’uno con l’altro. Col tempo ho imparato a mettere il matrimonio al primo posto, e lei ha imparato a comprendere la passione che io nutro per il mio lavoro, e vista la sua determinazione a ‘non giocare in panchina’ mi sono adattato ed ho cercato di crescere e di gestire i miei doveri di militare in modo da poter mettere mia moglie davanti a tutto.

Non ci sono dubbi sul fatto che il lavoro del militare richiede dedizione, tempo e pesanti sacrifici emozionali, che si estendono anche alle famiglie. Potrebbe sembrare che non ci sia spazio per il matrimonio, ma vi garantisco che c’è. La comprensione e la considerazione dei bisogni dell’altro sono essenziali, sia per il militare che per la propria compagna. Non abbiate paura di condividere con il vostro partner le vostre sensazioni.

 2- Vita privata: la vita militare può essere compatibile con le vostre aspirazioni personali.

Molte mogli sono felici di sostenere il proprio marito nella sua carriera militare, e si trovano appagate nel provare una parte dell’orgoglio che si ha nel servire il proprio Paese. Altre invece amano profondamente il proprio marito, ma temono di dover abbandonare la loro vita, le loro aspirazioni, i loro sogni, per obbedire ai doveri e agli ordini che la vita militare impone.

Ciascuno di questi punti di vista, o entrambi, sono perfettamente normali (e totalmente comprensibili).

Mia moglie era orgogliosa della nostra vita e innamorata, e nello stesso tempo era appagata a livello lavorativo, con una carriera di fronte a sé e un solido gruppo di amici nella sua città d’origine. Era molto nervosa all’idea di doversi adattare alla nuova vita militare, relegata in uno di quei soliti ‘’club’’ di mogli e ad una vita di dipendenza dalla mia carriera.

E’ importante specificare due cose che ho imparato: primo, quando capiterà di dovervi trasferire da un posto a un altro con vostro marito, lui ha pochissima voce in capitolo riguardo al luogo in cui desidera essere trasferito. Potrebbero non scegliere soltanto in base alle preferenze date dal militare o alle sue ambizioni – come tutte le cose nel matrimonio, le scelte relative ai cambi di carriera e di base devono essere fatte insieme, di comune accordo.  Se desiderate continuare i vostri studi, o proseguire nella vostra carriera lavorativa, o se volete restare vicini ai vostri parenti o famiglia d’origine, il vostro partner in Divisa dovrebbe sostenere questa vostra decisione. Dopotutto sarete voi quelle che restano sole ad aspettarlo durante le sue missioni. Inoltre non siete state voi a prestare giuramento alla Forza Armata. Potrebbe essere stressante per voi prendere parte ai gruppi di supporto, ai club, o alle riunioni ed eventi tra famiglie militari, ma non siete obbligate a fare nulla di tutto ciò se non lo desiderate veramente.

E’ consigliabile farlo certamente, e gruppi ed eventi di questo genere potrebbero essere sia divertenti che utili. Conosco molti gruppi di supporto che attraverso i loro servizi hanno provveduto ai bisogni di mogli, famiglie o di soldati stessi, che necessitavano di aiuto. Ma anche se vostro marito pensa che dovreste partecipare, o ha paura delle conseguenze nel caso in cui non lo facciate (o lo facciate), dovrebbe comunque sostenere le vostre scelte sia che voi vogliate sia che non vogliate mettervi in gioco.

L’ambiente militare è pieno di donne meravigliose che supportano i propri compagni o mariti e le altre famiglie, ma ce ne sono anche altre che approfittano del grado del proprio marito per prevaricare le altre, o che denigrano di continuo la Forza Armata, o che assumono continuamente il ruolo delle povere martiri.

Non dovete assolutamente sentirvi in dovere di intraprendere rapporti di amicizia con persone che non vi piacciono, e sicuramente non siete condannate a diventare come loro. E non fatevi spaventare dai pettegolezzi che sentite: le comunità di mogli e familiari di militari spesso fanno gossip come se fossero ancora alle scuole superiori.  In ogni caso, sia che voi scegliate di farvi coinvolgere in gruppi di supporto e comunità di mogli o meno, sappiate che lì potrete trovare amicizie e supporto reale.

3- Famiglia: un militare può essere un genitore meno presente fisicamente, ma ciò non lo esula dalle sue responsabilità.

L’arrivo di un bambino complica sempre un po’ le cose nel matrimonio, in senso positivo ovviamente. Ma se siete in attesa, se avete figli, o se state pianificando di allargare la famiglia, le difficoltà dovute alle missioni, agli addestramenti, ai trasferimenti in nuove basi (in Italia i trasferimenti sono meno frequenti ma in alcuni casi possono avvenire anche ogni 3-5 anni, dipende dalla tipologia di impiego e di specializzazione del militare ndr.) che impegnano la maggior parte del tempo di un militare, possono sembrare insormontabili. Anche quando la prospettiva di avere una famiglia è molto entusiasmante per voi.

Mia moglie è rimasta incinta subito dopo il trasferimento in una nuova base, e fortuna volle che l’arrivo del bambino era programmato poche settimane prima che mi venisse assegnato un compito che avrebbe preso gran parte del mio tempo e che mi avrebbe portato via da casa per qualche settimana di tanto in tanto. E’ stata dura per noi, perché faticavo ad essere presente ai vari appuntamenti e controlli della gravidanza a causa del lavoro, e nostra figlia era piena di coliche. La mia povera moglie si trovò ad affrontare una situazione davvero difficile: una bimba che non dormiva e che piangeva di continuo, un marito che era raramente a casa e spesso via per l’intera settimana, e nessun familiare vicino. Una delle tante storie difficili di gravidanza in una famiglia militare.

Ma ancora una volta, il nostro amore ha prevalso e ha fatto funzionare tutto al meglio. Sarò sempre in debito con lei per tutte le sofferenze ed i successi che ha attraversato in quel periodo, ma ho anche io imparato che non potevo usare il mio lavoro come scusa per non assumermi le mie responsabilità  verso mia figlia o verso l’aiuto che dovevo dare a mia moglie. A volte questo richiedeva tornare a casa per pranzo (cosa accaduta al massimo due o tre volte), o alzarsi durante la notte in modo da far riposare un po’ lei.

Ma insieme ce l’abbiamo fatta, e senza saperlo abbiamo scoperto la gioia di essere genitori.

Mia moglie ha fatto anche amicizia con altre mogli di militari che avevano affrontato situazioni simili. Non è stato facile, sicuramente, ma è stata un’esperienza fantastica che ci ha messo di fronte a tutto il nostro amore e a quello per la nostra bambina. Non voglio parlare per mia moglie, ma io penso che entrambi speriamo che ci capiti l’opportunità di ripetere l’esperienza.

4- L’incertezza: finché prenderete tutte le decisioni insieme, considerando davvero le esigenze e gli interessi di entrambi, sarete in grado di affrontare qualunque cosa.

I consigli che ho dato fino ad ora sono molto generici. Molte mogli si preoccupano dell’immediato futuro. Dove andremo? Che servizi (alloggi, assistenza medica, gruppi di supporto) saranno a disposizione? Come potremo pianificare il nostro futuro, o come potrò pianificare il mio lavoro, i miei studi, con così tante incertezze?

Mettendola in maniera semplice, ho imparato che la vita militare richiede flessibilità. I militari si sono ormai rassegnati a queste cose, ci hanno fatto l’abitudine – “la Forza Armata mi manderà dove vuole.”. Questo è certamente vero, ma la Forza Armata, specialmente ai giorni nostri, cerca di andare incontro alle esigenze delle famiglie, e il vostro partner in Divisa dovrebbe cercare di fare del suo meglio per considerare voi e le vostre aspirazioni – università, carriera lavorativa, o figli. Vi consiglio fortemente di mettervi a tavolino e discutere insieme di quali sono le cose importanti per ciascuno di voi, studiando una serie di piani – A, B, ecc. – per decidere di comune accordo tutti i passi da compiere.

Mia moglie ed io abbiamo vagliato molte potenziali assegnazioni, cercando destinazioni compatibili con il suo lavoro, e senza missioni previste per un determinato periodo di tempo (una richiesta ragionevole). Quello che abbiamo scelto ha leggermente deviato il percorso prestabilito dalla mia carriera militare, ma non ha distrutto le mie ambizioni. La nostra decisione di affrontare insieme le sfide che ci si ponevano di fronte – spostarsi in un posto nuovo, accettare nuovi lavori, e vivere lontano dalle nostre famiglie d’origine – ha contribuito al sostegno ed alla crescita del nostro matrimonio.

Non esistono soluzioni ‘perfette’ – ciascuna di esse richiede amore, comprensione, e sacrificio da parte di entrambi i coniugi. Ma questo vale per ogni matrimonio, militare o civile. Mia moglie ed io abbiamo scoperto ciò che le coppie ben riuscite sembrano sapere: il matrimonio è fare le cose insieme. Vi dico per esperienza che nonostante le sfide della vita militare, e in parte proprio a causa loro, il mio matrimonio è la cosa più divertente, appagante e  meravigliosa che ho. Ha reso entrambi persone assolutamente migliori, e per questo ringrazio soprattutto lei, mia moglie.

C’è una fantastica avventura che attende voi sposi, nella vita militare – ve lo prometto. ‘’

(Fonte: http://militaryspouse.com/articles/four-things-i-have-learned-from-my-wife,-a-military-spouse/?pageNum=1)

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