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BUON NATALE FAMIGLIE MILITARI E BUON NATALE SOLDATI

BUON NATALE FAMIGLIE MILITARI E BUON NATALE SOLDATI
Il Natale viene festeggiato in ogni casa. Si dice che dove c’è famiglia c’è casa e bisognerebbe sempre pensare a quanto siamo fortunati a trascorrere questo magico periodo con i nostri cari: genitori, sorelle, fratelli, mariti, figli e fidanzati. Il nostro pensiero, quindi, inevitabilmente si rivolge alle famiglie che festeggiano il Natale con un “pezzo mancante”, una sedia vuota. Famiglie che son costrette a lavorare anche durante le feste, famiglie che hanno i loro cari lontani per lavoro, famiglie i cui figli sono all’estero perché di lavoro qui in italia non ce n’è, o comunque ce n’è poco, famiglie che i loro cari non ci sono proprio più. Famiglie, appunto. Ruota tutto intorno a questo concetto, un incredibile nucleo di persone che per caso o per scelta, hanno bisogno di stare insieme per essere felici. Quando si è felici si sta bene e quando si sta bene si lavora meglio, si vive meglio. La famiglia è importante. La famiglia è fondamentale. Che sia composta da due persone, con o senza figli, che sia separata o di persone anziane, la vera forza della famiglia è il legame. Grazie al legame si affrontano le difficoltà di una vita semplice. Per questo le famiglie non possono essere lasciate allo sbando, per questo c’è bisogno che vengano ascoltate, seguite, supportate. Da anni l’obiettivo dell’Associazione L’Altra Metà della Divisa è quello di aiutare, nel concreto, i nuclei familiari del personale militare. Cosa hanno di particolare queste famiglie? Spesso sono composte da due persone che provengono da due regioni diverse, sono nate da coppie la cui quotidianità consiste nel cominciare a sognare una vita insieme, nel destreggiarsi tra ferie, orari lavorativi e impegni personali. […]

Un thè…per te! – di Elena D’Aversa

Sembra quasi che l’Esercito abbia voluto metterci i bastoni tra le ruote proprio quando tutto stava andando per il verso giusto e noi avevamo trovato la nostra stabilità. La vita lavorativa, lo studio, le amicizie, la casa (con relativo mutuo), tutto stava trovando la sua dimensione. E noi avevamo trovato la nostra dimensione di coppia.
Ma ovviamente arriva sempre il momento in cui devi ricrederti. Ed è stato così che un giorno lui – l’Alpino – rientrando da lavoro e con un filo sottilissimo di voce, mi annuncia che la nostra vita sarebbe cambiata da lì a due settimane.
Trasferito.
Alla meno peggio riusciamo ad organizzare il trasferimento. I bauli sono pronti, le mimetiche lavate e stirate, le uniformi impeccabili con i nuovi fregi.
Ma ci sono solo i suoi bagagli. Questa volta, purtroppo, non potrò seguirlo per una serie di motivi.
È stata una decisione molto sofferta, ma purtroppo non avevamo molte altre soluzioni.
Ed ecco che in un batter di ciglio mi ritrovo nel “club delle relazioni a distanza”.
Se prima mi svegliavo con lui accanto, preparavo la colazione ed insieme uscivamo di casa per andare al lavoro, se prima lo aspettavo per andare insieme a fare la spesa, se prima, a sera, ci accoccolavamo sul divano per guardare insieme un film, se prima, a fine giornata, potevamo raccontarci e sfogarci di tutto ciò che era accaduto, abbracciandoci, adesso, dal lunedì al venerdì, viviamo ogni giorno in attesa che il telefono squilli.
Insomma, nel giro di due settimane abbiamo dovuto rivoluzionare completamente le nostre vite. I primi giorni è stata davvero molto dura: io mi sono ritrovata in una casa vuota, mentre lui è tornato a vivere in un alloggio in caserma. Abbiamo cercato di ottimizzare tutti quei tempi e […]

Sopravvivenza in missione

Cinque suggerimenti di sopravvivenza per il rapporto di coppia durante una missione
Le missioni all’estero vanno e vengono, non ne esistono due uguali e non esistono tre coniugi di militari che abbiano tratto le medesime lezioni da esse. Nel corso degli ultimi 15 anni di sopravvivenza dalle missioni, i coniugi militari le hanno superate a testa alta, ed hanno imparato molto da esse. Ecco alcuni esempi di come le missioni sono servite per rafforzare le loro relazioni di coppia.

Scrivere lettere
Con i costanti progressi tecnologici, la comunicazione viene data per scontata. Ma parlare ogni giorno via Skype o anche telefonare, riduce al minimo l’impatto e la qualità della comunicazione. Spesso, le famiglie sentono che alla qualità delle loro conversazioni manca qualcosa, anche se si sentono ogni giorno. Scrivere lettere, anche e-mail, comporta immaginazione e aspettative. Non tutto deve essere comunicato immediatamente, e chi non ama ricevere posta? Un po’ di pazienza e il pensiero di quello che potrebbe arrivare possono fare molto con l’aiuto di una lettera scritta a mano.

Leggere libri
La lettura è una di quelle cose che lega immediatamente le persone. I clubs per amanti dei libri sono tanto popolari perché ci piace leggere e condividere i nostri pensieri sui libri con gli altri. Questo è un modo perfetto per mantenere saldo un rapporto di coppia nel corso di una missione, tanto per il vostro matrimonio quanto i vostri figli. A mio marito e a me piaceva leggere libri simili, e questa è una grande cosa da fare mentre si é lontani. Leggere alcuni capitoli, parlarne… Penserai all’altra persona e sarai motivato a continuare a leggere. Registrare le letture dei libri per i bambini é un grande strumento. I bambini di tutte le età possono […]

Essere la figlia di un militare!

Essere la figlia di un Militare! – di Valentina Resta
Da una ragazza non ti aspetteresti mai di sapere che preferisce il rumore del motore di un aereo a quello più rilassante dell’asciugacapelli, o che si emoziona guardando volare un TopGun invece del più romantico dei film, o che ti porterebbe ad uno spettacolo delle Frecce Tricolore piuttosto che ad un concerto del cantante preferito. Questa sono io. La maggior parte delle persone, leggendomi, penserebbe che sono una fissata, le rimanenti potrebbero intuire che forse c’è una spiegazione più semplice a tutto questo. Escludendo che non sono fidanzata né moglie di, rimane la categoria figlia di, che io completerei con MILITARE. Mi chiamo Valentina, ho 25 anni e sono una ragazza che ha cambiato due volte vita, lasciando tutto per abbracciare ogni volta una nuova esperienza, una nuova città, nuove persone.  Quando sei parte di una famiglia militare, impari a capire che il posto in cui abiti può essere tuo per sempre, oppure tuo per un po’, e devi essere sempre pronta a cambiare e ad adattarti. Il cambiamento fa parte del gioco, l’adattamento è la capacità che impari a sviluppare più velocemente di tutto il resto, anche se spesso vorresti opporti. Io mi ritengo fortunata per il fatto che mi sono dovuta adattare davvero una sola volta, anche se con risultati discutibili. Ricordo la mia infanzia trascorsa in un ambiente protetto, in cui tutti si conoscevano e in cui tutti erano la mia famiglia. Succede questo quando si abita in un villaggio vicino ad una base militare: si va a scuola con i figli dei colleghi, è normale vedere continuamente gente in mimetica, ascoltare l’inno d’Italia dalla finestra, il motore degli aerei in partenza, […]

I nostri buoni motivi per essere Metà

Per ricominciare e inaugurare bene il nuovo anno, care Metà, vorrei proporvi un articolo che ci fa sicuramente riflettere: un gioco semplice che troppo spesso dimentichiamo, concentrandoci sugli elementi negativi del nostro presente, tralasciando ciò che c’è di buono in ogni esperienza e quindi amplificando i problemi che diventano così insormontabili. Il gioco si può fare in qualunque momento, a proposito di tantissimi argomenti, e sono sicura che se ci concentriamo un attimo, riusciamo a trovare anche noi almeno una decina di motivi per cui non dico ringraziare, ma per lo meno apprezzare, di essere delle Metà. Abbiamo tradotto un articolo proveniente da oltreoceano, e naturalmente alcune cose che sembrano scontate, qui da noi sono semplicemente un’utopia. In particolare con le nostre famiglie militari non godiamo di scontistiche commerciali di tipo istituzionale, non abbiamo il supporto istituzionale all’interno delle caserme, per lo più non ci sentiamo parte di una comunità, o meglio sentiamo di far parte di una categoria di famiglie nella società italiana, non certo privilegiate, al contrario spesso piuttosto penalizzate. Il supporto è affidato ai singoli, ai gruppi auto-organizzati e la nostra Associazione è una delle pochissime, se non l’unica che dedica tutte le esigue energie disponibili a questo scopo. La fatica che ancora facciamo per farci conoscere, per far arrivare i nostri messaggi non solo verso l’alto ma proprio orizzontalmente, ne sono un chiaro esempio. Direi che quindi i punti 2 e 3 possono essere letti come qualcosa a cui tendere, mentre altrove sono già realtà di fatto. Per tutto il resto, invece, credo si possa condividere appieno quasi tutto. La vita che abbiamo scelto di condividere con le nostre Metà ci mette sicuramente alla prova, ma se da queste prove continue riusciamo a […]