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Il Supporto psicologico dell’Altra Metà della Divisa – di Rachele Magro

Da |15 agosto, 2017|

Quando è nato il progetto del Supporto Psicologico alle famiglie militari con l’Altra Metà della Divisa, eravamo piene di entusiasmo, ma non abbiamo creduto che sarebbe stata una strada in discesa. Ad oggi infatti, guardandoci indietro e facendo un bilancio tra quanto speso e quanto guadagnato soprattutto in termini di fatica ed energie, siamo decisamente in perdita. Eppure siamo ancora qua, a combattere mille battaglie nascoste, spesso al fianco di famiglie che preferiscono vivere i loro disagi in completo anonimato. Spesso ci siamo chieste quanto questa riservatezza servisse ai fini del progetto e del lavoro sul campo, consapevoli che il silenzio ci  avrebbe portato solo ulteriori difficoltà, per noi è sempre stato più importante mettere al centro la persona e la sua famiglia. Al di là del grado, dell’Istituzione, dei sistemi politici, dei meccanismi di favoritismo, dell’impatto mediatico. Al di là di tutto.
La credibilità ce la siamo costruite silenziosamente e dietro le quinte. Le persone che si rivolgono allo sportello lo hanno conosciuto attraverso il web, ma ancor più attraverso il passaparola. Pochissimi Comandanti ci hanno aperto le porte dei loro Reggimenti, a quei pochi che si possono contare sulle dita delle mani, non possiamo che rivolgere un caloroso grazie per il loro coraggio, per l’attenzione alle famiglie, per la comprensione che hanno avuto per gli uomini e le donne che stanno dietro quella divisa. L’augurio è che altri e sempre più numerosi Comandanti siano illuminati dalla stessa consapevolezza.
L’Altra Metà della Divisa si è sempre proposta come soggetto attivo sul piano nazionale, in una politica volta a promuovere azioni di volontariato e di supporto alle Famiglie Militari, in materia di ascolto e di prevenzione del disagio. Non ci siamo mai tirate indietro quando […]

BUON NATALE FAMIGLIE MILITARI E BUON NATALE SOLDATI

Da |25 dicembre, 2016|

BUON NATALE FAMIGLIE MILITARI E BUON NATALE SOLDATI
Il Natale viene festeggiato in ogni casa. Si dice che dove c’è famiglia c’è casa e bisognerebbe sempre pensare a quanto siamo fortunati a trascorrere questo magico periodo con i nostri cari: genitori, sorelle, fratelli, mariti, figli e fidanzati. Il nostro pensiero, quindi, inevitabilmente si rivolge alle famiglie che festeggiano il Natale con un “pezzo mancante”, una sedia vuota. Famiglie che son costrette a lavorare anche durante le feste, famiglie che hanno i loro cari lontani per lavoro, famiglie i cui figli sono all’estero perché di lavoro qui in italia non ce n’è, o comunque ce n’è poco, famiglie che i loro cari non ci sono proprio più. Famiglie, appunto. Ruota tutto intorno a questo concetto, un incredibile nucleo di persone che per caso o per scelta, hanno bisogno di stare insieme per essere felici. Quando si è felici si sta bene e quando si sta bene si lavora meglio, si vive meglio. La famiglia è importante. La famiglia è fondamentale. Che sia composta da due persone, con o senza figli, che sia separata o di persone anziane, la vera forza della famiglia è il legame. Grazie al legame si affrontano le difficoltà di una vita semplice. Per questo le famiglie non possono essere lasciate allo sbando, per questo c’è bisogno che vengano ascoltate, seguite, supportate. Da anni l’obiettivo dell’Associazione L’Altra Metà della Divisa è quello di aiutare, nel concreto, i nuclei familiari del personale militare. Cosa hanno di particolare queste famiglie? Spesso sono composte da due persone che provengono da due regioni diverse, sono nate da coppie la cui quotidianità consiste nel cominciare a sognare una vita insieme, nel destreggiarsi tra ferie, orari lavorativi e impegni personali. […]

Un thè…per te! – di Elena D’Aversa

Da |19 settembre, 2016|

Sembra quasi che l’Esercito abbia voluto metterci i bastoni tra le ruote proprio quando tutto stava andando per il verso giusto e noi avevamo trovato la nostra stabilità. La vita lavorativa, lo studio, le amicizie, la casa (con relativo mutuo), tutto stava trovando la sua dimensione. E noi avevamo trovato la nostra dimensione di coppia.
Ma ovviamente arriva sempre il momento in cui devi ricrederti. Ed è stato così che un giorno lui – l’Alpino – rientrando da lavoro e con un filo sottilissimo di voce, mi annuncia che la nostra vita sarebbe cambiata da lì a due settimane.
Trasferito.
Alla meno peggio riusciamo ad organizzare il trasferimento. I bauli sono pronti, le mimetiche lavate e stirate, le uniformi impeccabili con i nuovi fregi.
Ma ci sono solo i suoi bagagli. Questa volta, purtroppo, non potrò seguirlo per una serie di motivi.
È stata una decisione molto sofferta, ma purtroppo non avevamo molte altre soluzioni.
Ed ecco che in un batter di ciglio mi ritrovo nel “club delle relazioni a distanza”.
Se prima mi svegliavo con lui accanto, preparavo la colazione ed insieme uscivamo di casa per andare al lavoro, se prima lo aspettavo per andare insieme a fare la spesa, se prima, a sera, ci accoccolavamo sul divano per guardare insieme un film, se prima, a fine giornata, potevamo raccontarci e sfogarci di tutto ciò che era accaduto, abbracciandoci, adesso, dal lunedì al venerdì, viviamo ogni giorno in attesa che il telefono squilli.
Insomma, nel giro di due settimane abbiamo dovuto rivoluzionare completamente le nostre vite. I primi giorni è stata davvero molto dura: io mi sono ritrovata in una casa vuota, mentre lui è tornato a vivere in un alloggio in caserma. Abbiamo cercato di ottimizzare tutti quei tempi e […]

Sopravvivenza in missione

Da |16 aprile, 2016|

Cinque suggerimenti di sopravvivenza per il rapporto di coppia durante una missione
Le missioni all’estero vanno e vengono, non ne esistono due uguali e non esistono tre coniugi di militari che abbiano tratto le medesime lezioni da esse. Nel corso degli ultimi 15 anni di sopravvivenza dalle missioni, i coniugi militari le hanno superate a testa alta, ed hanno imparato molto da esse. Ecco alcuni esempi di come le missioni sono servite per rafforzare le loro relazioni di coppia.

Scrivere lettere
Con i costanti progressi tecnologici, la comunicazione viene data per scontata. Ma parlare ogni giorno via Skype o anche telefonare, riduce al minimo l’impatto e la qualità della comunicazione. Spesso, le famiglie sentono che alla qualità delle loro conversazioni manca qualcosa, anche se si sentono ogni giorno. Scrivere lettere, anche e-mail, comporta immaginazione e aspettative. Non tutto deve essere comunicato immediatamente, e chi non ama ricevere posta? Un po’ di pazienza e il pensiero di quello che potrebbe arrivare possono fare molto con l’aiuto di una lettera scritta a mano.

Leggere libri
La lettura è una di quelle cose che lega immediatamente le persone. I clubs per amanti dei libri sono tanto popolari perché ci piace leggere e condividere i nostri pensieri sui libri con gli altri. Questo è un modo perfetto per mantenere saldo un rapporto di coppia nel corso di una missione, tanto per il vostro matrimonio quanto i vostri figli. A mio marito e a me piaceva leggere libri simili, e questa è una grande cosa da fare mentre si é lontani. Leggere alcuni capitoli, parlarne… Penserai all’altra persona e sarai motivato a continuare a leggere. Registrare le letture dei libri per i bambini é un grande strumento. I bambini di tutte le età possono […]

Essere la figlia di un militare!

Da |19 marzo, 2016|

Essere la figlia di un Militare! – di Valentina Resta
Da una ragazza non ti aspetteresti mai di sapere che preferisce il rumore del motore di un aereo a quello più rilassante dell’asciugacapelli, o che si emoziona guardando volare un TopGun invece del più romantico dei film, o che ti porterebbe ad uno spettacolo delle Frecce Tricolore piuttosto che ad un concerto del cantante preferito. Questa sono io. La maggior parte delle persone, leggendomi, penserebbe che sono una fissata, le rimanenti potrebbero intuire che forse c’è una spiegazione più semplice a tutto questo. Escludendo che non sono fidanzata né moglie di, rimane la categoria figlia di, che io completerei con MILITARE. Mi chiamo Valentina, ho 25 anni e sono una ragazza che ha cambiato due volte vita, lasciando tutto per abbracciare ogni volta una nuova esperienza, una nuova città, nuove persone.  Quando sei parte di una famiglia militare, impari a capire che il posto in cui abiti può essere tuo per sempre, oppure tuo per un po’, e devi essere sempre pronta a cambiare e ad adattarti. Il cambiamento fa parte del gioco, l’adattamento è la capacità che impari a sviluppare più velocemente di tutto il resto, anche se spesso vorresti opporti. Io mi ritengo fortunata per il fatto che mi sono dovuta adattare davvero una sola volta, anche se con risultati discutibili. Ricordo la mia infanzia trascorsa in un ambiente protetto, in cui tutti si conoscevano e in cui tutti erano la mia famiglia. Succede questo quando si abita in un villaggio vicino ad una base militare: si va a scuola con i figli dei colleghi, è normale vedere continuamente gente in mimetica, ascoltare l’inno d’Italia dalla finestra, il motore degli aerei in partenza, […]