Esperti

L’angolo degli esperti

Stress e dintorni: non solo PTSD!

Sarebbe tutto più facile se con il tempo tutti imparassero ad assimilare dalla propria esperienza successi ed errori e, sulla base di ciò, riuscire a vedere il mondo attraverso nuovi occhi. Nell’ultimo periodo ci capita sempre più spesso di trovare reticenza e disagio di fronte alla parole stress, che se fosse possibile  vorremmo sempre attribuirla ad altri,  soprattutto nel campo militare o comunque con chi lavora dentro e dietro una divisa. Stress: una parola ostile, figuriamoci se a parlarne è una psicologa.
“Quanti uomini segue dottoressa?”
“Potrebbe dirmi solo se alcuni di essi sono miei?”
Ultimamente lo sento dire spesso, e sempre più spesso devo ripetere che no, mi dispiace ma non posso, sono vincolata da un segreto professionale, lavoro per la tutela dei miei assistiti, e qualora pensassi che inficiasse il loro operato sarei la prima a chieder loro di parlarne ai superiori.
E categoricamente questo non avviene mai, anzi è spesso necessario nascondere i primi sintomi di uno stress che, gli americani ci insegnano, appartiene al processo evolutivo del ciclo dell’incarico.
Combat stress lo chiamano, ma non è cattivo, vi assicuro, è solo un accumulo di adrenalina, noia, distanza, cambiamenti climatici, cambiamenti di quotidianità e forse un po’ di pensieri su cosa farà la famiglia in Italia, unitamente a ideali spesso calpestati, a realtà immaginate e poi vissute che a volte lasciano il segno.
Passa… Lo dico sempre …  “se passa in questi mesi, è come ti dico io, tutto rientra nel processo di normale riadattamento al vivere quotidiano,  se non passa ne parleremo più in là.”
E qualcuno invece dopo aver capito che passa ed è normale ha voluto raccontarlo a qualche amico e adesso ritorna da me e mi dice che i colleghi pensano che sia matto.
Le […]

Supporto psicologico alle famiglie militari: alcune considerazioni. – di Rachele Magro

Leggevo i commenti a un post inserito in pagina martedì 16 dicembre sull’ennesimo suicidio nelle Forze Armate e mi sono permessa di prendermi un po’ di tempo di riflessione senza intervenire nella discussione, ricca di diversi punti di vista, per non diventare preda della mia impulsività e passionalità rispetto ad un argomento che mi sta a cuore da circa 10 anni e su cui , sulle mie esperienze, mi sono fatta le ossa. Lecito il desiderio di affermazione di chi conferma la presenza di consultori militari, sicuramente gestiti da professionisti preparati e volenterosi.
Il punto è’ un altro però, e raccoglie diversi aspetti; in primis l’ascolto: se già solo un piccolo gruppo di persone richiama l’attenzione sulla accessibilità al servizio psicologico di supporto o sulla non sufficiente distribuzione sul territorio, dovremmo almeno fermarci ad ascoltare e chiederci cosa di meglio possiamo fare, chi deve e può fare meglio, e soprattutto come. In secondo luogo siamo soggetti a continua mutamenti poiché i contesti cambiano, così come i processi sociali. Negli anni mi sono resa conto che soprattutto le famiglie militari hanno bisogno di essere sensibilizzate, informate e soprattutto ho preso coscienza di quanto sia importante attivare quei processi di normalizzazione dei correlati emotivi che spesso accompagnano queste famiglie non solo nei momenti critici ma anche e soprattutto nella normale vita quotidiana.
Per cui la cosa migliore che possiamo fare è porci in ascolto sperando di trovare i mezzi e le risorse giuste per migliorarci, perché sempre si può fare. Ho sempre pensato al servizio offerto dalla nostra Associazione, in continuità piuttosto che in opposizione ai vari consultori o attività di sostegno offerte dall’interno dell’Istituzione, senza recriminare competenze o specificità. Ognuno fa ciò che può, come […]

Facciamo il punto: Uno screening sui sintomi associati al trauma. – di Rachele Maria Magro

Incontrando tante persone nel mio percorso professionale, ho scoperto che quando si parla di questo disturbo emergono diversi aggravanti al già precedente trauma che la persona ha subito, in primis la scarsa conoscenza della problematica e la difficoltà a chiedere aiuto.
Ho sempre sostenuto che intervenire precocemente sia la migliore soluzione possibile e ancor prima che il disturbo si verifichi si può creare un buon cuscinetto nella preparazione e nell’addestramento.
Una delle frasi che ho ascoltato più volte e ho con piacere riproposto a chi seguiva i miei corsi è : “Prepara te stesso a vivere gli eventi peggiori che tu possa immaginare , preparati ad essere turbato, dilaniato, ferito e spaventato”. Per questo, soprattutto nella formazione di alcune figure professionali, sono stata criticata, ma ad oggi lo affermo ancor con più forza, dopo aver incontrato nel mio cammino formativo personaggi di esperienza mondiale come Dave Grossman.
Penso che ci voglia più informazione e mentre mi confrontavo con colleghi che lavorano oltre i nostri confini ho pensato che ci manca qualcosa: il confronto reale e quotidiano con chi gli eventi critici li vive quotidianamente. Prendendo pertanto spunto dal lavoro del U.S. Department of Veterans Affairs, vorrei provare ad aprire una piccola finestra per aiutare chi si trova di fronte a un evento traumatico e chiederci insieme se ha bisogno o meno di iniziare un percorso terapeutico.
E quindi vorrei rivolgermi proprio a te, a te che pensi di soffrire di un disturbo post traumatico (che d’ora in poi chiameremo per brevità DPTS) e valutare insieme se sia importante prendere in considerazione la possibilità di parlarne con un  professionista.
Partendo dal presupposto che solo un professionista preparato può determinare se hai un disturbo di questo tipo, ti consiglio,   se  […]

La Giungla dei Mutui: i preziosi consigli della Consulente Immobiliare AMD. – di Luana Fiorenza

Una delle parole che al giorno d’oggi ci terrorizza maggiormente (insieme a topo, serpente, partenza e missione) è MUTUO (provate a contraddirmi!). Il terrore che ci assale quando ci dobbiamo avvicinare ad una banca per fare una consulenza, in prossimità dell’acquisto di una casa, è quasi paragonabile a quando la nostra metà in Divisa ci fa sedere sul divano per dirci: <parto per sei mesi!>
La differenza di base sta nel fatto che tutte le missioni iniziano e finiscono nell’arco di qualche mese, mentre il mutuo sarà nostro fedele a fidato “compagno” praticamente per il resto della nostra vita. Nella selva delle informazioni da cui siamo bombardati, si rischia di perdere la retta via e ritrovarsi, dopo alcune consulenze, ancora più confusi di prima. Abbiamo quindi deciso di aiutarvi, nel più semplice dei modi, a districarvi in un mondo che dobbiamo, ahimè, cercare di conoscere il meglio possibile per non ritrovarci con un “compagno traditore” fra qualche anno!
Partiamo innanzitutto da cosa è un mutuo: il Codice Civile italiano lo definisce come un contratto in cui una parte (generalmente le nostre famigerate nemiche banche) presta all’altra (generalmente noi ignari acquirenti che sogniamo la “capanna” dei “due cuori e una capanna”) una somma di denaro che verrà restituita in un determinato periodo di tempo con determinati interessi. A garanzia che questa restituzione avvenga la banca ipoteca la casa: come a dire -se non mi restituisci il mio denaro io, come pegno, mi prendo la tua casa! Fin qui tutto tranquillo. Ma cosa succede quando il funzionario della banca inizia a parlare arabo dicendo parole tipo Eurirs, Euribor, Spread, Ipoteca legale, garanzie, fideiussioni ecc.ecc. ?
Partiamo dal presupposto che le banche sono dei veri e propri commercianti: acquistano il […]

Protocollo d’Intesa AMD – C.N.O.P.: per la realizzazione di un Servizio dedicato di Supporto Psicologico alle Famiglie Militari – di Rachele M. Magro

Ho dedicato gran parte di quest’anno a costruire un servizio di supporto psicologico per le famiglie militari che fosse degno di questo nome. Ho a cuore una psicologia militare che sia prima di stampo clinico piuttosto che contestualizzata sul lavoro, che veda la persona dietro la Divisa e che di entrambe sappia prendersi cura. Immagino un servizio di supporto che sappia aver rispetto e attenzione per il mondo militare, ma che abbia anche gli strumenti per prendersi cura delle famiglie che con i loro vissuti caratterizzano la serenità del soldato.
‪Ho preso il mio bagaglio di studi e di esperienze e durante questo ultimo anno con le referenti di AMD ho iniziato a tracciare il percorso per questo servizio, un percorso non privo di difficoltà determinate anche dalle ramificazioni sul territorio della nostra stessa Associazione. L’idea però si è sempre più delineata nelle nostre menti nella prospettiva di un servizio di supporto alle famiglie militari al quale accedere presso ogni sede territoriale.
‪Sebbene sia presente un servizio online di supporto sia via email che via Skype ci è’ apparsa pian piano evidente la necessità di figure in loco che possano affiancare le referenti. Ogni sede nel prossimo futuro, pertanto, avrà uno psicologo o psicoterapeuta che sposando la nostra mission e con gli strumenti adatti saprà offrire un supporto competente e qualificato a chi ne ha bisogno sotto la supervisione e la guida di AMD.
‪Questo è il progetto che stiamo cercando di realizzare ma anche qui abbiamo bisogno di tempo e di energie e soprattutto di professionisti.
‪Proprio di fronte alla complessità del progetto e soprattutto alla necessità di risposta alle diverse situazioni di emergenza che ci siamo trovati a dover accogliere, abbiamo pensato di percorrere una strada […]